Ψ-02 // Studio Esoterico Cornelio // 3 min di letturaAtbash: l'alfabeto ebraico rovesciato e i nomi nascosti di Geremia
L'Atbash, l'antico cifrario ebraico che inverte l'alfabeto: i nomi nascosti di Babilonia in Geremia, la temurah cabalistica e l'ipotesi su Baphomet.
Nel libro del profeta Geremia compare un nome misterioso: Sheshakh. Il re di Sheshakh, si legge, berrà per ultimo dalla coppa dell'ira divina. Nessuna città con quel nome è nota alla geografia antica, e già i traduttori e i commentatori ebrei compresero che si trattava di un artificio. Sheshakh è Babel, cioè Babilonia, scritta con un procedimento che oggi chiamiamo Atbash, uno dei più antichi cifrari a sostituzione di cui si abbia notizia.
Il principio dell'inversione
L'Atbash si basa su un'idea semplice: l'alfabeto ebraico, di ventidue lettere, viene piegato su sé stesso. La prima lettera, alef, si scambia con l'ultima, tav; la seconda, bet, con la penultima, shin; e così via fino al centro. Il nome stesso del sistema riassume la regola, perché è formato proprio da queste quattro lettere: alef, tav, bet, shin. Lo stesso procedimento serve sia a cifrare sia a decifrare, perché lo scambio è reciproco.
Applicato a Babel, cioè bet, bet, lamed, l'Atbash produce shin, shin, kaf: appunto Sheshakh, poiché in ebraico si scrivono di norma solo le consonanti. Esistevano anche varianti costruite con logiche analoghe, come l'Albam, che divide l'alfabeto in due metà e scambia le lettere della prima con quelle della seconda. Insieme formano una piccola famiglia di permutazioni che la tradizione ebraica ha conservato e commentato per secoli.
I passi di Geremia
Il nome Sheshakh ricorre due volte, in Geremia 25,26 e 51,41. Nello stesso capitolo 51, al primo versetto, compare l'espressione Lev Qamai, letteralmente «il cuore dei miei avversari», che con l'Atbash diventa Kasdim, il nome dei Caldei, il popolo che dominava Babilonia. Il Targum, l'antica parafrasi aramaica della Bibbia, rende questi passi direttamente con Babilonia e Caldei, segno che il loro senso era compreso da molto tempo.
Perché un profeta avrebbe nascosto il nome di Babilonia? Alcuni interpreti hanno pensato alla prudenza politica, in un'epoca in cui Babilonia era la potenza dominante. Altri ritengono che si tratti piuttosto di un gioco letterario e sapienziale, dato che lo stesso testo nomina Babilonia apertamente in molti altri versetti. Più che un vero segreto militare, l'Atbash biblico sembra un modo di dare al nome un'aura enigmatica.
L'Atbash nella tradizione cabalistica
Nei secoli successivi le permutazioni dell'alfabeto divennero uno strumento della mistica ebraica. Nella Cabala medievale, accanto alla gematria, che assegna un valore numerico alle lettere, si praticava la temurah, l'arte di scambiare le lettere secondo schemi fissi. L'Atbash era uno di questi schemi. Per i cabalisti non si trattava di nascondere informazioni a un nemico, ma di scoprire nel testo sacro significati ulteriori, considerati già presenti nelle lettere stesse.
Nel Novecento l'Atbash è tornato al centro di un'ipotesi celebre. Lo studioso Hugh Schonfield propose che il nome Baphomet, l'idolo che i Templari furono accusati di venerare, fosse una parola cifrata con l'Atbash: trascritto in lettere ebraiche e invertito, darebbe Sophia, la sapienza in greco. È una suggestione affascinante ma priva di conferme documentarie, e va considerata come tale.
L'Atbash è un cifrario debolissimo secondo i criteri moderni: chi conosce la regola legge tutto, e la regola è una sola. Eppure la sua importanza storica è grande. Mostra che l'idea di sostituire una lettera con un'altra era già praticata nel mondo antico in ambito religioso, e che la scrittura segreta nasce intrecciata con la riflessione sul potere delle parole e dei nomi.