Ψ-19 // Studio Esoterico Cornelio // 3 min di letturaMessaggi tatuati e tavolette di cera: la steganografia in Erodoto
La steganografia antica nelle Storie di Erodoto: la testa rasata dello schiavo di Istieo, la tavoletta di Demarato, la lepre di Arpago ed Enea Tattico.
Prima di cifrare un messaggio si può tentare di nasconderlo. È l'idea della steganografia, la scrittura coperta, e le sue prime testimonianze si leggono nelle Storie di Erodoto, scritte nel V secolo avanti Cristo. Lo storico di Alicarnasso racconta diversi episodi in cui un messaggio decisivo attraversa le linee nemiche non perché sia illeggibile, ma perché nessuno sospetta che esista.
La testa rasata dello schiavo
Il racconto più famoso riguarda Istieo, tiranno di Mileto, trattenuto alla corte del re persiano Dario a Susa. Volendo spingere il genero Aristagora, che governava Mileto, a ribellarsi ai Persiani, Istieo fece radere la testa al più fidato dei suoi servi, vi impresse il messaggio sulla pelle e attese che i capelli ricrescessero. Poi mandò il servo a Mileto con l'unica istruzione di farsi radere di nuovo davanti ad Aristagora.
Secondo Erodoto il messaggio, che invitava alla rivolta, arrivò proprio quando Aristagora stava già meditando di ribellarsi. Fu uno dei fattori che portarono alla rivolta ionica, iniziata intorno al 499 avanti Cristo, e quindi, indirettamente, alle guerre persiane. Il metodo era lento, perché richiedeva settimane di attesa, ma quasi impossibile da scoprire per una guardia lungo la strada.
Demarato e la tavoletta di cera
Un altro episodio, nel settimo libro, riguarda Demarato, re spartano in esilio presso i Persiani. Venuto a sapere che Serse preparava la spedizione contro la Grecia, decise di avvertire Sparta. Prese una tavoletta doppia, ne raschiò via la cera, scrisse il messaggio direttamente sul legno e poi la ricoprì di cera nuova. Agli occhi dei controllori lungo la strada, la tavoletta appariva vuota.
A Sparta nessuno capiva che cosa significasse quell'oggetto, finché Gorgo, figlia del re Cleomene e moglie di Leonida, suggerì di raschiare la cera. Sotto comparve l'avvertimento. Erodoto stesso si mostra prudente sulle intenzioni di Demarato, ma riferisce il racconto come gli era stato tramandato. Gorgo, con il suo intuito, è diventata una figura ricordata in ogni storia della scrittura segreta.
La lepre di Arpago e altri espedienti
Nel primo libro Erodoto narra che il nobile medo Arpago, deciso a spingere Ciro alla rivolta contro il re Astiage, nascose una lettera nel ventre di una lepre appena uccisa e la affidò a un servo travestito da cacciatore. In un'epoca di strade sorvegliate, il problema non era rendere incomprensibile il testo, ma farlo passare inosservato agli occhi delle guardie.
Un secolo più tardi Enea Tattico dedicò un capitolo del suo trattato sulla difesa delle città assediate ai modi di inviare messaggi segreti: lettere nascoste tra gli oggetti personali di un messaggero, oppure testi segnalati con minuscoli fori praticati sopra o sotto le lettere di un libro qualsiasi. Quest'ultimo espediente, in forme diverse, è stato usato fino all'età contemporanea.
Il termine steganografia sarebbe stato coniato soltanto alla fine del Quattrocento da Tritemio, ma la pratica era antica quanto la guerra e la diplomazia. Gli episodi di Erodoto, siano essi cronaca esatta o racconti arricchiti dalla tradizione, mostrano che nascondere un messaggio è sempre stato, almeno quanto cifrarlo, un'arte dell'astuzia.