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Ж-16 // Studio Esoterico Cornelio // 3 min di lettura

L'alfabeto dei Templari: storia di una leggenda moderna

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Il presunto alfabeto cifrato dei Templari basato sulla croce a otto punte: cosa dicono i documenti medievali e come è nata la leggenda.

I misteri attribuiti ai cavalieri del Tempio sono innumerevoli, e uno riguarda la scrittura. Secondo una storia molto diffusa, i Templari avrebbero usato un alfabeto segreto costruito sulla croce a otto punte, con cui cifravano le lettere di credito e la corrispondenza tra le loro case sparse in Europa e in Oriente. È un racconto suggestivo, ma i documenti medievali non lo confermano. Vale la pena separare ciò che sappiamo dell'Ordine da ciò che la leggenda gli ha attribuito.

L'Ordine e il denaro

L'Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone nacque a Gerusalemme intorno al 1120 per proteggere i pellegrini. Ottenne una regola al concilio di Troyes nel 1129 e crebbe rapidamente, accumulando terre, castelli e ricchezze. I Templari divennero anche abili amministratori di denaro: custodivano depositi, trasferivano fondi e concedevano prestiti a re e nobili. La casa del Tempio di Parigi fu per un lungo periodo una sorta di tesoreria del regno di Francia.

È vero che i Templari permettevano ai pellegrini di depositare denaro in una casa e di ritirarne l'equivalente in un'altra, attraverso documenti scritti. Questo servizio, efficiente e sicuro, ha alimentato l'idea di un sistema di scrittura riservato. Tuttavia le carte templari che si sono conservate sono scritte in latino o nelle lingue volgari dell'epoca, con le normali scritture documentarie, e non mostrano un alfabeto cifrato.

La croce che diventa alfabeto

L'alfabeto attribuito ai Templari si basa su una croce a otto punte inserita in un cerchio, dalla quale si ricavano angoli, triangoli e frecce che corrispondono alle lettere. Il disegno ha una logica simile a quella del cifrario massonico a griglie: la posizione del segno nella figura indica la lettera. Questa somiglianza fa pensare a un'invenzione dell'età moderna, nata in ambienti che conoscevano già i cifrari a sostituzione geometrica.

Non esiste, a quanto risulta dagli studi, alcun manoscritto medievale che riporti questo alfabeto. Le sue prime attestazioni sicure sono molto più tarde e si collocano nel contesto della fortuna moderna dei Templari, quando diversi gruppi iniziatici si proclamarono loro eredi e ne reinventarono simboli e tradizioni. Anche gli atti dei processi, che riportano con minuzia le accuse rivolte ai cavalieri, non fanno alcun cenno a una scrittura segreta.

La fine dell'Ordine e la nascita del mito

Il 13 ottobre 1307 il re di Francia Filippo IV il Bello fece arrestare i Templari del regno con accuse gravissime, tra cui eresia e pratiche blasfeme. Al concilio di Vienne, nel 1312, papa Clemente V soppresse l'Ordine con la bolla Vox in excelso. L'ultimo gran maestro, Jacques de Molay, fu messo al rogo a Parigi nel 1314. La fine improvvisa e drammatica alimentò per secoli racconti di tesori nascosti e segreti perduti.

Nel Settecento alcuni rami della massoneria rivendicarono una discendenza templare, e nell'Ottocento romanzi e saggi diffusero l'immagine di un Ordine custode di conoscenze occulte. In questo clima nacquero molte leggende, tra cui quella dell'alfabeto cifrato, che si inserisce bene nell'idea di una società segreta di banchieri e iniziati. La croce a otto punte, del resto, è più tipica dell'Ordine di San Giovanni, poi detto di Malta, che dei Templari, e anche questo dettaglio tradisce un'elaborazione tarda.

L'alfabeto dei Templari è dunque un bell'oggetto grafico e un capitolo interessante della storia dell'immaginario, ma non un documento del Medioevo. Riconoscerlo non toglie fascino alla figura dei cavalieri del Tempio, la cui storia reale, fatta di guerre, finanza e processi, è già abbastanza straordinaria. Basta leggerla nelle fonti per accorgersene.