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Ψ-10 // Studio Esoterico Cornelio // 3 min di lettura

Il cifrario di Maria Stuarda e la congiura di Babington

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Come le lettere cifrate di Maria Stuarda, decifrate da Thomas Phelippes per Walsingham, portarono alla sua condanna nel 1587, e le lettere ritrovate nel 2023.

L'8 febbraio 1587, nel castello di Fotheringhay, Maria Stuarda, ex regina di Scozia, fu decapitata dopo quasi vent'anni di prigionia in Inghilterra. La sentenza che la condannò si fondava in gran parte su lettere cifrate, intercettate e lette dagli uomini di Francis Walsingham, il segretario di Stato di Elisabetta I. È uno dei casi più celebri in cui la decifrazione di un messaggio ha deciso il destino di una persona.

Le lettere nei barili di birra

Nel 1586 Maria era custodita a Chartley, nello Staffordshire, e le era vietata ogni corrispondenza. Un giovane cattolico, Gilbert Gifford, le offrì un canale segreto: le lettere sarebbero entrate e uscite dal castello nascoste in un contenitore impermeabile dentro i barili di birra forniti da un birraio locale. Maria non sapeva che Gifford era al servizio di Walsingham, e che ogni lettera veniva copiata prima di arrivare a destinazione.

Il nomenclatore e Thomas Phelippes

La corrispondenza di Maria usava un nomenclatore, il sistema più diffuso nelle cancellerie del tempo: un alfabeto di simboli per le singole lettere, alcuni segni nulli privi di significato per confondere, e simboli speciali per parole frequenti e nomi importanti. Era una sostituzione monoalfabetica arricchita, sicura solo finché nessuno disponeva di molto materiale da confrontare.

Walsingham affidò le lettere a Thomas Phelippes, un esperto di lingue e di cifre. Con l'analisi delle frequenze e con l'aiuto di parole probabili, Phelippes ricostruì il nomenclatore. Quando Anthony Babington, un giovane gentiluomo cattolico, scrisse a Maria un piano che prevedeva la sua liberazione e l'uccisione di Elisabetta, la risposta della regina prigioniera, del luglio 1586, fu letta quasi in tempo reale.

Il poscritto falsificato

La lettera di Maria approvava il progetto, ma Walsingham voleva anche i nomi dei congiurati. Phelippes aggiunse allora alla lettera, usando lo stesso cifrario, un poscritto falso in cui si chiedeva a Babington di indicare i nomi dei sei gentiluomini incaricati dell'attentato. La minuta di questo poscritto si è conservata. Babington e i suoi compagni furono arrestati e giustiziati nel settembre 1586.

Al processo Maria negò di aver approvato l'assassinio, sostenendo che i suoi segretari potevano aver alterato i testi. Ma i documenti decifrati, con le testimonianze dei segretari stessi, bastarono alla commissione. La lezione fu amara: un cifrario debole è più pericoloso dell'assenza di cifra, perché induce chi scrive a esprimersi con una franchezza che non userebbe mai in chiaro.

Le lettere ritrovate nel 2023

La storia dei cifrari di Maria Stuarda ha avuto un seguito recente. Nel 2023 un gruppo di tre ricercatori ha annunciato di aver identificato e decifrato, nei fondi della Bibliothèque nationale de France, decine di lettere cifrate scritte da Maria tra il 1578 e il 1584 all'ambasciatore francese Michel de Castelnau. I testi, catalogati per secoli in modo errato, offrono nuove informazioni sugli anni della sua prigionia.

Il caso di Maria Stuarda è spesso citato come esempio della fragilità dei nomenclatori. Ma è anche una storia di uomini e di fiducia tradita: il birraio, l'agente doppio, il decifratore. La crittografia, qui, non è un gioco di lettere, ma una parte decisiva della politica di un regno e della vita di una sovrana.