Marchio registrato Studio Esoterico CornelioAlfabeti OccultiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio
Ψ-09 // Studio Esoterico Cornelio // 3 min di lettura

Giambattista Della Porta e il De furtivis literarum notis

DELLAPQXXMROT12 · PIGPENᚨᚱᛃᛃᚠ

Giambattista Della Porta e il trattato del 1563 sulle scritture segrete: il cifrario digrafico, il metodo della parola probabile e gli inchiostri nascosti.

Napoli, 1563. Un erudito di nemmeno trent'anni pubblica un trattato in quattro libri sui modi di scrivere in segreto, intitolato De furtivis literarum notis, cioè «sui segni nascosti delle lettere». L'autore è Giambattista Della Porta, già noto per la prima edizione della Magia naturalis, uscita nel 1558, e il libro diventerà uno dei testi di riferimento della crittografia europea per tutto il secolo successivo.

Un naturalista dei segreti

Della Porta apparteneva a un'agiata famiglia napoletana e dedicò la vita alla curiosità per i fenomeni naturali, le lenti, i magneti, la fisiognomica e il teatro: scrisse anche numerose commedie. Fondò a Napoli un circolo di studiosi chiamato Accademia dei Segreti, che si riuniva per discutere scoperte e curiosità della natura. L'Inquisizione guardò con sospetto a queste attività, e il circolo dovette sciogliersi.

Nel 1610 Della Porta fu accolto nell'Accademia dei Lincei fondata da Federico Cesi, la stessa che l'anno successivo avrebbe accolto Galileo. La sua figura incarna bene un momento di passaggio, in cui la ricerca sperimentale conviveva ancora con il gusto del meraviglioso, del prodigio e del segreto custodito da pochi iniziati.

La struttura del trattato

Il De furtivis distingue con chiarezza i diversi modi di nascondere un messaggio. Il primo libro tratta delle scritture antiche e degli espedienti di occultamento; gli altri dei sistemi di trasposizione, di sostituzione con simboli e dei cifrari a più alfabeti. Della Porta discute anche come rompere le cifre altrui, suggerendo di partire da parole probabili, quelle che è ragionevole aspettarsi in una lettera, e dallo studio delle lettere più frequenti.

Tra le sue proposte più celebri c'è un cifrario a undici alfabeti reciproci, guidato da una parola chiave, oggi noto come cifrario di Porta. Ancora più importante, per gli storici, è la prima sostituzione digrafica conosciuta: un sistema in cui non si cifra una lettera alla volta, ma una coppia di lettere, rappresentata da un unico simbolo scelto in una grande tavola.

Inchiostri invisibili e curiosità

Della Porta non separava la crittografia dalla magia naturale. Nella Magia naturalis e in altre opere raccoglie molti espedienti per celare scritture: inchiostri che compaiono solo con il calore, messaggi tracciati all'interno di un uovo, lettere nascoste negli oggetti più comuni. Sono descritti con il gusto dello stupore tipico dell'epoca, e non tutti funzionano come promesso, ma mostrano quanto fosse ampio il campo dell'arte del segreto.

Una fortuna europea

Il trattato fu ristampato più volte, anche con il titolo De occultis literarum notis, ampliato dall'autore. Diplomatici e segretari di tutta Europa lo consultarono, e le sue idee contribuirono a diffondere la consapevolezza che una cifra semplice non bastava più. La sua attenzione per l'analisi del testo cifrato lo rende, agli occhi di molti storici, uno dei primi veri crittoanalisti dell'età moderna.

Con Della Porta la scrittura segreta diventa un sapere organizzato, diviso per metodi e accompagnato da esempi. Il fatto che lo stesso autore scrivesse di lenti, di magneti e di commedie ricorda che, nel Rinascimento italiano, la crittografia era parte di una curiosità universale, ancora lontana dalla specializzazione moderna e aperta a ogni forma di meraviglia.