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∴-07 // Studio Esoterico Cornelio // 3 min di lettura

Chi-Rho e IHS: storia dei monogrammi del nome di Cristo

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Dai nomina sacra dei copisti al segno di Costantino a Ponte Milvio, fino al trigramma IHS di Bernardino da Siena e dei gesuiti: storia di due monogrammi.

Un monogramma fonde più lettere in un solo segno. Nella cultura cristiana due monogrammi hanno avuto una diffusione enorme: il Chi-Rho, formato dalle prime due lettere greche del nome Christos, e il trigramma IHS, ricavato dalle prime lettere del nome di Gesù. Entrambi nascono da abitudini di scrittura molto concrete, legate al lavoro dei copisti, e solo in seguito si caricano di significati simbolici e di nuove interpretazioni.

Dalle abbreviazioni dei copisti

Nei manoscritti cristiani antichi alcuni nomi particolarmente venerati venivano abbreviati e sormontati da una linea orizzontale: Dio, Signore, Gesù, Cristo, Spirito. Gli studiosi chiamano queste forme nomina sacra, «nomi sacri». Nei papiri biblici tra la fine del II e il III secolo compare anche lo staurogramma, una tau e una rho sovrapposte che disegnano una piccola croce con un occhiello, usato all'interno della parola stauros, «croce».

Il segno formato da chi e rho sovrapposte era già impiegato prima del cristianesimo come abbreviazione di parole greche comuni, per esempio nei margini dei papiri per segnalare un passo utile, o su alcune monete. Il suo valore religioso si affermò in modo decisivo soltanto all'inizio del IV secolo, quando divenne un'insegna del potere imperiale.

Il segno di Costantino

Lattanzio, nell'opera Sulla morte dei persecutori, racconta che prima della battaglia di Ponte Milvio, nel 312, Costantino fu avvertito in sogno di far tracciare sugli scudi dei soldati il segno celeste di Dio. Eusebio di Cesarea, nella Vita di Costantino scritta anni dopo, riferisce invece la visione di una croce luminosa nel cielo e descrive il labaro, lo stendardo imperiale sormontato dal monogramma entro una corona.

Le due versioni non coincidono, e la loro attendibilità è discussa dagli storici, ma l'effetto è evidente: nel corso del IV secolo il Chi-Rho comparve su monete, sarcofagi, mosaici, lucerne e oggetti d'uso quotidiano. Spesso era affiancato dalle lettere alfa e omega, richiamo al passo dell'Apocalisse in cui Dio si definisce principio e fine di ogni cosa.

IHS e le sue letture

Il trigramma IHS nasce dal greco, come abbreviazione di Iesous con le lettere iota, eta e sigma. Quando il greco smise di essere familiare in Occidente, la eta fu letta come una H latina e si moltiplicarono le spiegazioni: Iesus Hominum Salvator, «Gesù salvatore degli uomini», oppure In Hoc Signo, eco del motto legato a Costantino. Sono interpretazioni nate dopo, non l'origine del segno, ma hanno contribuito molto alla sua fortuna.

Nel Quattrocento il francescano Bernardino da Siena fece del monogramma, circondato da raggi solari, il centro della sua predicazione sul nome di Gesù. Le tavolette che mostrava ai fedeli suscitarono anche accuse di superstizione e un processo davanti alla curia papale, dal quale il predicatore uscì assolto. Nel secolo successivo la Compagnia di Gesù adottò l'IHS come proprio emblema, diffondendolo nelle chiese di tutto il mondo.

La storia dei monogrammi mostra come un'abbreviazione nata per risparmiare spazio possa diventare insegna imperiale, emblema di un ordine religioso e oggetto di devozione popolare. Davanti a un Chi-Rho inciso su una lucerna tardoantica o a un IHS dipinto su una facciata barocca si legge, in pochi tratti, una lunga storia di copisti, sovrani e predicatori.