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א-16 // Studio Esoterico Cornelio // 3 min di lettura

Il glagolitico di Cirillo e Metodio: la prima scrittura degli Slavi

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La missione in Moravia del 863, il glagolitico creato da Costantino-Cirillo, la nascita del cirillico in Bulgaria e la tradizione glagolitica croata.

Nell'862 il principe Rastislav di Moravia inviò un'ambasciata all'imperatore bizantino Michele III. Chiedeva maestri capaci di insegnare la fede cristiana ai suoi sudditi nella loro lingua, e non in latino, come facevano i missionari franchi. La scelta cadde su due fratelli di Tessalonica, Costantino e Metodio, che conoscevano bene la lingua slava parlata nei dintorni della loro città. Partirono l'anno seguente, portando con sé una scrittura del tutto nuova.

Una scrittura creata per una missione

Secondo la Vita di Costantino, scritta in antico slavo poco dopo la sua morte, Dio rivelò al filosofo le lettere dopo la preghiera, ed egli cominciò subito a tradurre il Vangelo. Si trattava del glagolitico, un alfabeto di circa quaranta segni dalle forme originali, ricche di cerchi, triangoli e croci. La prima lettera, az, ha la forma di una croce, e alcuni studiosi hanno visto in questi elementi un intento simbolico, anche se l'ipotesi resta discussa.

Con il glagolitico i due fratelli tradussero i Vangeli, i libri liturgici e parte delle Scritture in quella lingua che oggi chiamiamo antico slavo ecclesiastico. Il clero franco protestò: secondo alcuni, solo l'ebraico, il greco e il latino, le tre lingue dell'iscrizione sulla croce, erano degne della liturgia. Costantino respinse questa tesi, che i suoi biografi chiamano eresia trilingue.

Roma e San Clemente

Nel 867 e 868 i fratelli si recarono a Roma, dove papa Adriano II approvò i libri slavi. Costantino, gravemente malato, entrò in monastero prendendo il nome di Cirillo e morì a Roma il 14 febbraio 869. Fu sepolto nella basilica di San Clemente, dove ancora oggi è venerato, perché i due fratelli avevano portato a Roma reliquie attribuite a papa Clemente I. Metodio divenne arcivescovo e proseguì l'opera fino alla morte, nell'885.

Dopo la morte di Metodio i suoi discepoli furono cacciati dalla Moravia e trovarono rifugio in Bulgaria, accolti dal principe Boris I. Nelle scuole di Ocrida e di Preslav, alla fine del IX secolo, nacque un nuovo alfabeto basato sulla maiuscola greca, con l'aggiunta di alcune lettere glagolitiche per i suoni slavi. Fu chiamato cirillico in onore del maestro, anche se non fu Cirillo a inventarlo.

La lunga vita del glagolitico in Croazia

Mentre il cirillico si diffondeva in Bulgaria, Serbia e Russia, il glagolitico sopravvisse soprattutto lungo la costa croata e nelle isole del Quarnaro. La lapide di Baška, sull'isola di Veglia, incisa intorno al 1100, è uno dei più antichi monumenti della lingua croata. Nel 1248 papa Innocenzo IV autorizzò la liturgia in slavo con scrittura glagolitica nella diocesi di Segna, e nel 1483 fu stampato il primo libro croato, un messale in caratteri glagolitici.

Tra i più antichi manoscritti glagolitici si ricordano i Fogli di Kiev, il Codice Zographensis e il Codice Assemaniano, conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana. All'inizio del X secolo un monaco noto come Chrabr scrisse un breve trattato in difesa delle lettere slave, affermando che, a differenza di quelle greche, erano state create da un santo.

Nel 1980 papa Giovanni Paolo II proclamò Cirillo e Metodio compatroni d'Europa. Il riconoscimento ricorda che la loro scelta di tradurre la liturgia nella lingua del popolo, accompagnata dalla creazione di una scrittura apposita, ha dato origine alle culture scritte di gran parte del mondo slavo. Il 24 maggio, in Bulgaria, è ancora oggi la festa nazionale della scrittura slava.